Vivere “on the edge”: L’era digitale richiede una nuova strategia di interconnessione

Sara Baack

Questo gennaio ho avuto l’eccitante opportunità di “vivere on the edge” e volare in scena appesa ad una teleferica davanti a 900 colleghi. Una ventata di emozioni! Anche stavolta abbiamo reso omaggio alla pluriennale tradizione goliardica dell’Equinix Connect Conference, che mi ha visto recitare scene tratte da Il Padrino, indossare i panni di un’eroina del Far West e rotolare in mezzo ad un auditorium legata ad un tamburo gigante.

Ma quest’anno, la mia scivolata in teleferica aveva un significato speciale per quanto riguarda gli affari. Era mia intenzione porre l’accento sul concetto di “vivere on the edge” perché rappresenta la metafora perfetta rispetto la situazione in cui le aziende si trovano in questo momento, sia figurativamente che letteralmente. Si trovano “on the edge”, alla frontiera di un mondo che è diventato digitale e che sta cambiando praticamente ogni aspetto del nostro business. Molte aziende sono costrette a trasformare completamente il loro settore IT semplicemente per sopravvivere, e alcune non ce la fanno. L’amministratore delegato di Accenture, Pierre Nanterme, suggerisce che la “disgregazione” del commercio dovuta alla disgregazione digitale è la ragione principale per cui, dal 2000 in poi, più di metà delle aziende che si trovavano sulla Fortune 500 non vi compaiono più.

La disgregazione digitale presenta molte opportunità nella digital edge.

La disgregazione digitale può essere vista come una minaccia, ma le aziende all’avanguardia stanno sfruttando al meglio la trasformazione digitale per costruire una digital edge – un margine fisico ripartito per le infrastrutture IT. Questo è fondamentale, perché se le aziende non si adatteranno – in tempi brevi – inizieranno ad avere problemi con prestazioni limitate delle loro applicazioni, con costi sempre crescenti della banda larga, con rischi relativi alla sicurezza e con una ridotta manovrabilità.

Tecnologie di ultima generazione come il cloud, l’Internet delle cose e i big data, che sembravano solo mode passeggere, ora sono elementi irrinunciabili!

Le aziende non possono sfruttarle al massimo se non sono in grado di generare e distribuire informazioni e idee seguendo lo schema “cosa, per chi, dove”. Mettere in pratica il concetto di “cosa, per chi, dove” non è possibile con architetture IT chiuse e centralizzate che sono soffocate da rallentamenti della connessione, da difficoltà di utilizzo e che sono escluse dal contatto diretto con partner, fornitori e clienti. Questo non può reggere il confronto con l’economia di oggi, che è simultanea, globale e diffusa.

È invece efficace una frontiera infrastrutturale distribuita che supporti l’interconnessione in materia di prestazioni e manovrabilità. Per i leader del settore IT, realizzare un’architettura adatta alla digital edge significa trasferire parti fondamentali della loro infrastruttura al limite dei loro tradizionali confini di rete. Devono, inoltre, essere fisicamente interconnessi con molteplici reti e cloud, oltre che con i loro partner, all’interno di un data center dell’International Business Exchange™ (IBX™) di Equinix.

È qui che il mondo fisico e il mondo virtuale si incontrano. È qui che utenti, clienti e informazioni interagiscono con ecosistemi digitali. È qui che il mercato prende vita e crea valore. I clienti Equinix provengono da diversi settori – dalla produzione, al commercio al dettaglio, alla finanza – e hanno ristrutturato le loro infrastrutture facendo leva sull’interconnessione, recentemente definita da Gartner come il “collante” del mercato digitale. Scegliere di mettere l’interconnessione alla base del design del settore IT, invece di relegarla in un angolo, è un incredibile vantaggio per le aziende all’avanguardia. Questo aspetto, incoraggia la produttività e la collaborazione fra imprese, accelera l’innovazione e permette una comprensione in tempo reale delle necessità dei clienti e delle caratteristiche dei prodotti. E, oltretutto, riduce radicalmente le spese relative alla rete.

Quando i clienti considerano basilare l’interconnessione e sfruttano le potenzialità di una piattaforma, che comprende 41 mercati globali e ospita molti ecosistemi dinamici di mercato, aprono la porta su un nuovo universo e realizzano che questo tipo di interconnessione è la chiave per raggiungere – ed eccellere – nella frontiera digitale.

Raggiungere la frontiera digitale.

Per accelerare il viaggio verso la frontiera digitale, Equinix ha sviluppato una strategia di Interconnection Oriented Architecture™ (IOA™), un modello collaudato e reiterabile che supporta il business delle aziende nella frontiera digitale. Abbiamo anche creato il Playbook per l’IOA – una guida al design che segue una strategia di IOA dalla progettazione alla messa in atto. Il Playbook per l’IOA fornisce blueprint specifiche e accurate, fondamentali per un’organizzazione che sta sviluppando il settore IT nella frontiera digitale. Inoltre, abbiamo appena pubblicato la Guida strategica all’interconnessione, un documento meno specialistico, pensato per aiutare le aziende a comprendere, mettere in pratica e sfruttare al massimo una strategia di IOA.

Siamo tutti alle soglie di un periodo di trasformazione ed è il momento di cominciare a vivere “on the edge”. Certo, può fare paura. A volte può sembrare di trovarsi sull’orlo di un baratro, ma se vi sentite così vuol dire che vi trovate nel posto giusto, al momento giusto.

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Sara Baack Chief Product Officer at Equinix